Le tourmentée destin de Monique

Ho ventun'anni e vivo vicino Roma. Amo questa città e gli uomini che le appartengono, il loro modo di parlare, muoversi, atteggiarsi è, per me, un potente afrodisiaco.
Odio invece questo paesino in cui vivo, dove ho avuto un sacco di amici per cui sono stata un vero punto di riferimento, la migliore amica di tutti, finché non hanno tutti trovato un’amica migliore.
Per tutti quelli che se ne escono dalla mia scena io do la colpa ad una sola persona: me stessa.
Sono una piena di difetti.
Non parlo mai, o meglio, non parlo mai per prima. Mi sembra di non aver mai niente da dire. O almeno, niente di importante,
Perché poi, in realtà di cose da dire ne avrei tante ma alla gente non importa. Per lo stesso motivo alla domanda "a che pensi?" rispondo sempre "niente", nessuno avrebbe il tempo di perdersi in mezzo ai miei mille viaggi come invece faccio spesso io. Magari col naso appiccicato a un finestrino. Ecco, questa è una cosa che adoro. Se volete farmi felice datemi un paio di cuffie e il mondo visto da un finestrino. Io sono un po' così. Mi nutro di immaginazione e dettagli. Trovo la vita in cose che a molti potrebbero risultare banali.
Mi innamoro di sorrisi e sguardi.
Bisogna fare attenzione quando me se ne regala qualcuno, potrei portarmelo dentro anche tutta la vita. Insomma, amo starmene per i fatti miei, con lo sguardo perso e l'aria sognante. Ma sono anche capace di ridere fino a sentirmi stanca, quando i miei amici si ricordano che esisto. Amo farli ridere e, anche se spesso si tratta di rapporti di circostanza, io che so stare sola ho imparato a vivermi il momento, senza rancore.
C'è da ridere insieme? Bene.
Domani vorrai piangere e sarai solo?! Imparerai a starci. Non do più niente per niente a nessuno.
Fatta eccezione, ovvio, per chi amo smisuratamente, che sia una questione di sangue o alchimia sono capace di farmi a pezzi per mia sorella, la mia sorcia; la mia sorellona, l'incarnazione della purezza; la mia mamma e il mio papà, fonti di vita; e ultimo, ma non necessariamente meno importante, l'uomo del momento.
Sì perché io sono una tipa da per sempre, innamorata dell'eterno amore dei suoi genitori ma disperata perché lei un amore così non lo vivrà mai.
Mi innamoro troppo raramente per appartenere a quest'epoca e, quando succede, do veramente l'anima. Che, puntualmente, mi viene restituita in frantumi.
Dunque, non credo più al per sempre ma ci spero ancora.
Spero di vedere realizzato il mio sogno di una famiglia felice e un amore senza lieto fine, perché nulla è lieto se finisce, allora preferisco un amore eterno.
Il mio secondo papà, Luciano Ligabue, che è sempre pronto a comprendermi meglio di quanto sappia fare io stessa (anche se lui non lo sa), dice che "sogna chi ti dice che non è così" e infatti io non lo ammetterò mai che sogno un uomo che mi faccia sentire "Viva", uno che in ginocchio (ma va bene anche in piedi o seduto) me lo dica "Tu sei lei". Allo stesso modo dalla mia bocca raramente sentirete dire che sogno di poter crescere e diventare meno insicura, imbronciata, paranoica, fifona,impaziente, timida. Sogno anche di non temere più di disturbare perché, di treni, in questo modo qua, ne ho persi abbastanza.
Sono una piccola donna difficile da amare, lo so bene, è difficile anche per me. Ma un giorno, giuro, imparerò ad amarmi come amo gli altri. Ho solo bisogno che qualcuno inizi prima di me, mostrandomi come si fa.

“Mi odiavo tanto, ma ora mi amo di più.
Mi amo per le piccole cose, perché so ancora fare diventare le mie guance rosa, riesco ancora ad imbarazzarmi alla fine di un primo appuntamento, non sapendo se baciare o dire “ciao”. Ovviamente dico “ciao”, scappando via e inciampando da qualche parte.
Mi amo, perché, nonostante io sia stata messa faccia a faccia con la realtà, fantastico ancora parecchio, mi basta una semplice canzone. So ancora sorridere per le sciocchezze, e ridere sarcasticamente sulle cose per cui dovrei piangere. Ma mi amo anche perché so arrabbiarmi per ogni piccola ingiustizia.
Riesco a mettere me stessa prima di un uomo, io che mi ero annullata per uno di questi, non mi amerò mai abbastanza per essere riuscita a farlo.
So guardare un paesaggio con le lacrime agli occhi, anche se il mondo sta andando in pezzi, e io mi adoro per questo.
Mi amo, perché non mi lascio mai andare del tutto, perché so quando è ora di rialzarmi o di vedermi bella.
Mi amo, e a molti questa cosa non piace.
Ma sono sicura che me ne farò una ragione.”

—   Distorted Fables

“Vivo tra attacchi d’ansia e attacchi di vuoto”

—   

Bucha (via solainunmarediniente)

Eh

(via oceanovuoto)

Ah cristo bianco oggi

(via etitaverefuit)

hai dimenticato gli attacchi di fame e quelli di sonno

(via comelacaliforniaamore)

(via cicatricisullepalle)

abbraccidadietro:

Help
cercandostelle:

polveristellari e le sue magnifiche parole…Se tu non sei l’amore Sa, dimmi allora chi è. ♥

cercandostelle:

polveristellari e le sue magnifiche parole…
Se tu non sei l’amore Sa, dimmi allora chi è.

(via polveristellari)

gabrielemerico:

Moments.

persa-in-un-mare-di-illusioni:

"Che ti amo"
Magari.

Oh cristo.

corpicollisi:

♡

“Il primo amore non si scorda mai, ma purtroppo non lo si sposa nemmeno.”

—   Mia nonna (via ilsilenziopesa)

(via cercavomestessadentroalmare)

“Le anime hanno un loro particolar modo d’intendersi, d’entrare in intimità, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali.”

—   "Il fu Mattia Pascal", Luigi Pirandello (via locuslocus)

“Perché, quand’uno pensa d’uccidersi, s’immagina morto, non piú per sé, ma per gli altri?”

—   Pirandello (via brividisullaschiena)